Giro d’Italia 2026, Jonas Vingegaard sereno: “Corriamo come vogliamo, non stava a noi fare la differenza”
Jonas Vingegaard è già il padrone del Giro d’Italia 2026? Il danese si è presentato al via in Bulgaria come l’uomo di riferimento e da subito ha rispettato il suo status, attaccando già nella seconda frazione, per poi staccare tutti al primo arrivo in salita. Una vittoria non schiacciante, visto che Felix Gall gli è rimasto molto vicino, ma che chiaramente ha lasciato il segno e lo ha messo davanti a tutti, ad eccezione di Afonso Eulalio, che grazie alla fuga verso Potenza ha indossato la Maglia Rosa e oggi correrà per il quarto giorno indossando il simbolo del primato.
Se la Bahrain Victorious del portoghese ieri è stata a lungo in testa al gruppo, nei momenti chiave davanti c’era però sempre la Visma | Lease a Bike, a conferma che quando si comincia a fare sul serio è lo scalatore scandinavo a prendere in mano la situazione, con la sua squadra che si mette al lavoro per tenere tutto sotto controllo, cercando di proteggere il proprio leader, evitare che sprechi energie inutili e mettendolo in posizione ideale in caso di attacchi (se mai qualcuno volesse provarci).
“Non so se ho corso come se fossi il leader del Giro. Abbiamo semplicemente corso come volevamo e volevamo stare al sicuro”, ha commentato dopo la tappa Vingegaard riguardo l’atteggiamento avuto in gara, aggiungendo eloquentemente: “Oggi non spettava a noi fare la differenza. Ci sono ancora molte tappe da disputare”.
Unica azione di giornata è stato dunque un attacco del leader nel finale, che prontamente i suoi uomini hanno rintuzzato. Ma dal due volte vincitore del Tour de France e lo scorso anno trionfatore della Vuelta a España, che dunque al Giro cerca la Tripla Corona per entrare in un club molto esclusivo, arrivano i complimenti per il lusitano. “Non è stata una sorpresa. È un corridore forte, sicuramente su salite brevi come questa. Si è comportato bene e indosserà la maglia rosa per un altro giorno”.
Solo per oggi? “È una buona domanda. Vedremo domani (oggi, ndr)”, rispondeva dunque ieri a Fermo, ben consapevole che l’arrivo odierno a Corno alle Scale è un’altra giornata importante per la classifica generale. Fosse per lui probabilmente meglio che Aulalio resti almeno per altre 48 ore di rosa vestito, permettendo così a Vingegaard di evitarsi le impellenze e gli oneri che vanno di compendio all’onore del primato. Ma d’altro canto, è una buona occasione per ribadire (o forse per dimostrare davvero) ai rivali diretti la propria forza e cominciare a costruire un comodo cuscinetto da espandere poi nella crono per dare un forte scossone alla classifica. Con tre minuti Aulalio potrebbe ancora restare davanti, ma di certo non rallenterà per questo.
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